Expected Results (IT): Le attività di monitoraggio mirano ad ampliare la base conoscitiva sul rapporto utente-parco al fine di produrre modelli e/o indicatori necessari ad una valutazione di performance obiettiva delle azioni di progetto, sia tramite monitoraggio virtuale (partner Politecnico), sia tramite monitoraggio fisico (partner SUPSI).
Lo sviluppo della banca dati e di servizi di accesso dedicati si prefigge un duplice scopo; da un lato il rafforzamento della collaborazione tra i vari partners dall’altro la possibilità di offrire al potenziale visitatore una visione immersiva e unificata dell’offerta turistica e di accrescere reputazione e conoscenza del progetto INSUBRIPARK tramite la rete; tali risultati concorrono alla declinazione dei pacchetti turistico-culturali afferenti all’area di progetto.
Il punto di forza dell’azione si basa sul tema della archeologia che è tradizionalmente limitato ai manufatti musealizzati e decontestualizzati, mentre oggi si impone la conoscenza diretta dei luoghi, per comprendere i criteri di insediamento e interpretare il significato che i luoghi assumono.
L’azione di progetto sfrutterà l’ampio bacino di utenza dei siti archeologici del Parco Spina Verde (i più importanti siti della civiltà di Golasecca (VI- V secolo a.c.), non rinvenuti nella località piemontese sono collocati nel Parco). L’azione prevederà di coordinarsi con i Musei Civici del territorio con i quali verrà formalizzato un rapporto di collaborazione. Saranno altresì previste forme di rete e sinergia con il Parco Regionale Monte Barro che presenta al suo interno alcune importanti aree archeologiche, al fine di intercettare e interscambiare escursionisti (le azioni di coordinamento e rete sono formalmente inserite nel WP2).
Ci si attende di incrementare le presenze legate al tema specifico e di fidelizzare il pubblico specialistico, che potrà muoversi alla scoperta delle valenze archeologiche negli Insubriparks.
A tal fine saranno diversificati i pacchetti culturali per l’itinerario: fatta salva la possibilità di adattare l’offerta alle esigenze dei singoli, ci si attende di realizzare e mettere a disposizione 6 diversi pacchetti (diversificate per fasce d’età, per giorni di permanenza etc…).
Una parte rilevante della promozione e dell’avvio dell’itinerario sarà la messa in rete con gli altri centri Linea Cadorna nell’ambito limitrofo degli INSUBRIPARK (Centro documentale di Cassano Valcuvia), sia con associazioni legate in generale alla prima Guerra Mondiale (Museo della Guerra Bianca, itinerari Redipuglia) anche se tale attività è formalmente inserita nel WP2. Tale attività è fondalmentale per attirare i bacini turistici specifici già evidenziati nella parte di analisi. Saranno intraprese altresì azioni di concertazione e collegamento con il circuito dei Castelli di Bellinzona e del Mesocco (per la parte medioevale), e con il For.Ti. Associazione ticinese che si occupa della valorizzazione e conservazione di alcuni forti nell’area bellinzonese per l’epoca più recente.
La messa in rete con tali realtà permetterà una migliore visibilità e la possibilità di agganciarsi a circuiti tematici già attivi. Ci si attende di incrementare le presenze legate al tema specifico soprattutto grazie all’attività di networking e di intercettazione del turismo di nicchia sulle tematiche “medioevo” e “linea Cadorna”, oltre ad un certo flusso che può provenire dal turismo di tipo scientifico.
Saranno diversificati i pacchetti culturali per l’itinerario: fatta salva la possibilità di adattare l’offerta alle esigenze dei singoli, ci si attende di realizzare e mettere a disposizione 6 diversi pacchetti (diversificati per fasce d’età, per giorni di permanenza).Si prevede di incrementare esponenzialmente i visitatori, così come da esperienze precedenti.
Ci si attende di incrementare le presenze legate al tema specifico soprattutto grazie all’attività di networking e di intercettazione del turismo di nicchia sulle tematiche scientifiche della geologia, della botanica, dell’astronomia.
Grazie al ruolo di connessione che si intende implementare sarà possibile mettere in rete tra loro circa un centinaio di siti di valenza geologico-paesaggistico.
Ci si attende di incrementare le visite all’itinerario sfruttando le potenzialità della conoscenza reciproca (anche attraverso, a titolo esemplificativo, attività di GeoCatching, convenzionamento con istituti universitari per campagne di studio sul campo) oltre che dell’auspicato accreditamento presso il sistema European Geoparks.
Anche in questo caso saranno diversificati i pacchetti culturali per l’itinerario: fatta salva la possibilità di adattare l’offerta alle esigenze dei singoli, ci si attende di realizzare e mettere a disposizione almeno 6 diversi pacchetti (diversificati per fasce d’età, per giorni di permanenza etc…).
Ci si attende di incrementare le presenze legate al tema specifico soprattutto grazie all’attività di networking e di intercettazione del turismo di nicchia sulle tematiche etnografiche e di archeologia industriale, anche tramite l’attività di messa in rete con il percorso del cemento delle Gole della Breggia, con il Museo di Brinzio nel Campo dei Fiori all’interno degli INSUBRIPARKS, oltre alla connessione con altre realtà attive e di successo del territorio (Valsenagra in provincia di Como, Valle di Muggio in Svizzera).
Anche in questo caso saranno diversificati i pacchetti culturali per l’itinerario: fatta salva la possibilità di adattare l’offerta alle esigenze dei singoli, ci si attende di realizzare e mettere a disposizione almeno 3 diversi pacchetti (diversificati per fasce d’età, per giorni di permanenza etc…).
Ci si attende di incrementare le presenze sui circuiti culturali sfruttando il bacino potenziale legato alle attività sportive nei parchi. Ci si attende di intercettare almeno il 10% dei turisti “sportivi” verso gli altri itinerari culturali transfrontalieri degli INSUBRIPARKS.
Read more Expected Outputs (IT): Verranno predisposte attrezzature tecnologiche opensource, con scopo sia di monitorare tramite sensori l’affluenza nelle località più emblematiche dei singoli parchi sia di integrare l’offerta educativa e informativa attraverso l’utilizzo di stazioni intelligenti. In supporto a questa infrastruttura tecnologica, verrà sviluppato un sistema di monitoraggio virtuale, appositamente progettato per la raccolta, l’analisi e la rielaborazione di contenuti Crowdsourced (es: social media) o VGI (Voluteered Geographic Information), prodotti dal turista durante la sua permanenza. A questo proposito, verranno predisposti applicativi mobile, per facilitare e promuovere la raccolta sul campo di informazioni di interesse collettivo, nonché di feedbacks diretti e indiretti del visitatore. Gli strumenti di monitoraggio virtuale si baseranno su tecnologie software libere e a sorgente aperta, in modo da garantire la sostenibilità economica degli applicativi sviluppati sia nel breve che nel lungo periodo.
Il sistema di monitoraggio virtuale si avvarrà di un archivio dati standardizzato in modo da garantire la privacy dell’utente e, allo stesso tempo, l’interoperabilità e il riutilizzo efficace delle informazioni raccolte, le quali forniranno un supporto innovativo alle azioni di promozione e gestione del progetto INSUBRIPARKS.
Le suddette strategie vengono proposte come ausiliarie, e non sostitutive, alle tradizionali metodologie di monitoraggio già adottate dai partners del progetto.
L’infrastruttura dati che verrà costituita sarà finalizzata all’implementazione di appositi servizi Web, integrabili nel sito degli Insubriparks. Questi servizi saranno composti da moduli dedicati sia alla fruizione virtuale dell’area di progetto tramite supporto cartografico digitale (WebGIS 2D e 3D), sia alla pianificazione dell’esperienza sul territorio in maniera personalizzata, in base alle diverse tipologie di utenza individuate come target di progetto. Quest’ultima funzionalità sarà resa disponibile tramite un’interfaccia che guiderà l’utente nell’interrogazione selettiva della banca dati, in accordo alle proprie preferenze e/o esigenze, le quali verranno considerate e pesate tramite l’integrazione nel servizio di modelli decisionali multicriterio. Particolare attenzione nello sviluppo dei sopracitati moduli sarà dedicata al design, all’usabilità e all’attrattività dei servizi proposti. A questo scopo, saranno esplicitamente considerate metodologie di gamification nonché versioni degli applicativi ottimizzate per dispositivi mobile. Questo strumento viene pensato sia come supporto al singolo visitatore che agli operatori turistici privati che intendano includere nella propria offerta specifici pacchetti relativi ai parchi dell’area insubrica.
L’azione mira allo sviluppo e al potenziamento dell’Itinerario delle Civiltà storiche che ad oggi comprende i 42 siti archeologici del Parco Spina Verde, il museo dei fossili alla Rasa Abadia di Ganna nel Campo dei Fiori e, sul versante elvetico diversi siti storici nel Penz e nelle Gole della Breggia che affondano le proprie radici nell’antichità. Attualmente il potenziale itinerario si presenta ben infrastrutturato in tutti i territori interessati, con una buona rete sentieristica mantenuta in stato efficiente dai Parchi, oltre alla cartellonistica specialistica. Manca in generale, come evidenziato in fase di analisi di progetto, la conoscenza reciproca, la capacità di fare massa critica, di intercettare il turismo di nicchia e di mettere in rete le iniziative culturali nello specifico ambito archeologico.
Appare quindi evidente che la principale problematica che il progetto dovrà affrontare è la messa in rete di quanto già realizzato e funzionante, così come, per parte svizzera, indagare dal punto di vista archeologico le preesistenze, per inserirle, seppur senza interventi infrastrutturali consistenti, nei circuiti di visita.
Il Parco Spina Verde completerà la rete di accesso ai siti archeologici intervenendo all'esterno dell'area Parco, in convenzione con il Comune di San Fermo della Battaglia, per potenziare l'accessibilità da SUD ai siti archeologici. Più in particolare verrà realizzato il collegamento con la zona Seveso - Valgrande. Il Parco del Penz potenzierà le conoscenze relative all'utilizzo storico-archeologico di Santo Stefano in Pedrinate anche tramite la restituzione di virtual set, da collegare al SITO degli Insubriparks e alla APP, oltre che per l’apposizione su idonea cartellonistica.
Il punto di forza dell’azione risiede nel carattere transfrontaliero stesso del territorio: la presenza del confine e la necessità di presidiarlo ha portato ad una stratificazione, in più epoche storiche, di linea di difesa e di controllo che arricchiscono il patrimonio culturale dell’area. Al piacere della passeggiata nella natura l’escursionista può quindi legare la scoperta delle modalità di difesa del territorio nei secoli.
L’itinerario è già stato parzialmente implementato dai partner di progetto. A titolo esemplificativo il Parco Spina Verde ha realizzato il polo museale presso la Torre del Baradello e riqualificato le aree limitrofe, anche dal punto di visita archeologico e ambientale, per un totale di oltre 2 milioni di euro di investimento.
Parimenti il Parco Spina Verde è intervenuto per valorizzare dal punto di vista culturale un altro comparto legato alla storia della difesa del territorio: quello del confine e della Linea Cadorna. Dopo investimenti per oltre 1 milione di euro, l’escursionista può visitare in sicurezza camminamenti, gallerie, postazioni coperte in bunker, osservatori in pozzo e trincee da battaglia.
Con il presente progetto: a) il Parco Spina Verde prevede di completare il circuito di visita delle Trincee nel Parco Spina Verde recuperando alcuni siti militari di importanza culturale denominati “Osservatorio del Monte Sasso” e “trincee della Majocca”; b) Il Parco Spina Verde realizzerà uno spazio ecomuseale presso gli spazi, già in disponibilità, dell’ex municipio di Drezzo, con l’obiettivo di andare a supportare l’offerta culturale, con un centro documentale simile ad altri già presenti nell’intero arco della Linea Cadorna. Con un investimento relativamente contenuto sarà possibile fornire al turista interessato alla tematica, un momento di approfondimento museografico, prima o dopo la visita in situ. c) Il Parco delle Gole della Breggia prevede di intervenire con attività di tipo conoscitivo e di rilievo puntuale del sito del Castello Medioevale, affinchè possa essere inserito nel circuito.
Il WP focalizzerà l’attenzione sulla presenza della ricca componente culturale e storica nel contesto di elevata naturalità e pregio paesaggistico dei Parchi insubrici.
L’aspetto paesaggistico e di storia delle trasformazioni del territorio, presente in maniera preponderante nei Parchi, rappresenta parte della componente culturale che si intende mettere in rete con il presente progetto e su cui costruire alcuni dei pacchetti turistico-culturali del sistema.
L’azione è affiancata da attività di coordinamento (vedasi WP2), fondamentali, per attirare i bacini turistici specifici già evidenziati precedentemente, con particolare attenzione all’inserimento del Parco delle Gole della Breggia nel circuito dei European Geoparks, che può fare da traino agli parchi del sistema. La messa in rete con tali realtà permetterà una migliore visibilità e la possibilità di agganciarsi a circuiti tematici già attivi.
Tra le attività concrete: a) il Parco Spina Verde implementerà, presso il polo dell’ecomuseo di Drezzo, un laboratorio naturalistico per attività con escursionisti e scuole (BioLab) da utilizzare in convenzione con il Parco del Penz svizzero; b)il Parco Campo dei Fiori implementerà il sistema infrastrutturale a supporto dei percorsi geologici del Parco, già segnalati e fruibili, con un infopoint presso “Casa del Sole”, con il completamento del BioLab di Villaggio Cagnola e con l’integrazione della cartellonistica didattica, direzionale ed esplicativa; c) il Parco Pineta, considerato porta Sud del sistema degli INSUBRIPARKS, implementerà il sistema fruitivo (70 Km di setieri tabellati), sia sostituendo la cartellonistica esistente, ormai obsoleta, sia con piccoli interventi di potenziamento della stessa. Con lo stesso obiettivo verrà potenziato il ruolo di osservatorio astronomico e dei fenomeni naturali e geologici con la realizzazione di strutture didattiche dedicate (Planetario presso il Centro didattico scientifico); d) Il Parco del Penz potenzierà la cartellonistica didattica presso i biotopi e geotopi di importanza federale e collaborerà con il Parco Spina Verde nella gestione del BioLab di Drezzo, collocato in posizione baricentrica rispetto alle due aree protette; e) Il Parco delle Gole della Breggia seguirà le stazioni di rilevamento ambientale (prodotte nel WP3 dal Partner SUPSI) che avranno anche la funzione di totem informativo oltre che di elemento virtuale e interattivo per attività che potranno essere svolte direttamente dagli escursionisti.
L’azione intende potenziare, valorizzare e mettere in rete i numerosi siti religiosi presenti nello spazio di cooperazione del partenariato. L’aspetto religioso assume una grande importanza poiché sono presenti numerosi siti anche inseriti in circuiti UNESCO. L’azione è affiancata dal WP2 per le attività di coordinamento, fondamentali, per attirare i bacini turistici specifici già evidenziati precedentemente. La messa in rete con tali realtà permetterà una migliore visibilità e la possibilità di agganciarsi a circuiti tematici già attivi (Via Francigena, sentiero Giubilare etc…).
Tra le attività concrete il Parco Spina Verde, in qualità di capofila, espleterà come stazione unica appaltante la fornitura della cartellonistica comune per il circuito.
L’azione intende connettere in un unico itinerario transfrontaliero degli INSUBRIPARKS le valenze etnografiche, antropiche e di archeologia industriale, già presenti nei parchi stessi.
In particolare spiccano per importanza l’itinerario del Cemento nel Parco delle Gole della Breggia come esempio di archeologia industriale, oltre a una serie di mulini ed opifici legati al fiume stesso. Per parte italiana la Valmulini e la zona occidentale della Spina Verde e del Parco del Penz rappresentano un unicum territoriale e culturale dove la civiltà contadina ha lasciato importanti tracce.
Al Campo dei Fiori è già stato implementato il museo Etnografico di Brinzio.
L’azione è volta a integrare tutti questi aspetti e a potenziare il ruolo del nodo transfrontaliero della Spina Verde / Parco del Penz per completare l’offerta culturale specifica su un triangolo “culturale” Campo dei Fiori, Spina Verde/Penz, Gole della Breggia. Tra le attività concrete l’Associazione Provalmulini è responsabile della realizzazione del museo etnografico della Valmulini presso il centro di Drezzo.
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